BULLISMO vs CYBERBULLISMO


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Articolo di Daniela Farina
filosofa e psicologa
la potete leggere sul blog REDHOTCYBER

Non capiterà frequentemente un articolo del genere, ma in questo caso, visto l’argomento così particolare, prendetelo come bonus track – da domani si torna alla normalità

Negli ultimi anni a seguito della grande e straordinaria diffusione della comunicazione digitale si sta affermando una nuova modalità di vessazione in particolare tra i più giovani : il triste fenomeno del cyberbullismo. Una vera e propria emergenza sociale, che solo a partire dalla conoscenza del problema può essere contrastata

Non si può parlare di Cyberbullismo senza parlare del Bullismo, per il semplice motivo che esso è una manifestazione di tale devianza, di cui possiede tutte le caratteristiche, tranne la fisicità

Bullismo e Cyberbullismo sono, quindi, dei comportamenti giovanili devianti, ossia dei modi di fare che mettono a rischio il benessere fisico, psichico e sociale di una persona e che in genere nascondono un disagio interiore latente e inconsapevole che può sfociare in un disturbo psicologico ben più grave.

Chi è la vittima ideale del cyberbullo ?

È molto spesso un soggetto debole, che ha degli aspetti di diversità rispetto alla maggior parte del gruppo (credo religioso, difetti fisici, fragilità emotiva, etnia differente) ed è spesso un individuo introverso, timido e non perfettamente inserito nel gruppo dei pari.

Lo caratterizza anche una bassa autostima ed una predisposizione all’isolamento.

La modalità degli attacchi del cyberbullismo rende la vittima ancora più disarmata ed indifesa:

i suoi segreti, le sue fragilità ed in suoi difetti possono essere resi visibili in pochissimo tempo ad un numero di persone conosciute e non.

Ma come si comporta esattamente il cyberbullo e soprattutto perché lo fa ? Conosciamolo meglio

Il cyberbullo è spesso una persona conosciuta dalla vittima; può agire da solo oppure supportato da altri cyberbulli.

Ha spesso atteggiamenti e comportamenti aggressivi e di predominanza nei confronti dei coetanei e, spesso, anche nei confronti degli adulti.

Si mostra incurante delle regole, mostra un’immatura capacità relazionale ed affettiva ed una scarsa capacità di gestire le proprie emozioni.

Può agire per noia e/o per divertimento, spesso queste azioni sono utili a lui per scaricare frustrazioni o i vissuti personali negativi di cui non è consapevole e che mette nel mondo attraverso azioni aggressive e denigratorie verso i più deboli.

Spesso dietro ai suoi comportamenti si cela una struttura di personalità ed un mondo interno caratterizzato da insicurezza e fragilità.

Quali sono gli argomenti preferiti del cyberbullo?

Non esistono temi precostituiti, ma si possono trovare aspetti generali intorno ai quali ruotano le denigrazioni e le offese La vittima viene umiliata ed il cyberbullo fa in modo che anche il gruppo sia portato ad accanirsi contro di lei.

Nel cyberbullismo l’essere protetti dall’anonimato può creare un accanimento maggiore verso la vittima ed una sorta di distorsione cognitiva per cui si tende a minimizzare la gravità e l’importanza delle accuse, degli insulti e delle denigrazioni fatte verso la vittima.

Quali sono le minacce tipiche che il cyberbullo riserva alla vittima?

Minacce vere e propri, ma soprattutto commenti, pareri, scritte, foto e pensieri messi online che denigrano e/o rendono pubbliche informazioni private della vittima

Quali conseguenze può portare il cyberbullismo fisicamente e nella psiche della vittima ?

I ragazzi possono sviluppare gravi stati d’ansia, di angoscia, stati depressivi veri e propri che possono sfociare in comportamenti suicidari.

Si pensi, ad esempio, a Carolina Picchio, una ragazza come tante altre. Era stata ad una festa e si era sentita male per l’alcool. Inerme era stata oggetto di molestie sessuali da parte di alcuni ragazzi e poi distrutta dalla vergogna si è tolta la vita per un video circolato online e diventato virale. Purtroppo ogni anno, in base ad un recente report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono la seconda causa di morte (subito dopo gli incidenti stradali) tra gli under 30.

Possono vedersi inficiate le abilità cognitive con conseguente calo nel rendimento scolastico, inoltre si può manifestare una sorta di isolamenti tale per cui la vittima tende ad uscire sempre meno di casa. Fisicamente possono svilupparsi malesseri e somatizzazioni simili a quelle che si verificano in forti situazioni di stress o in seguito ad eventi traumatici

In conclusione, cosa possiamo fare?

Innanzitutto è fondamentale ricordarsi che per preadolescenti e adolescenti non è mai facile parlare ai propri genitori di aspetti personali della propria vita, a questo poi dobbiamo aggiungere la vergogna che in questo caso specifico possono provare, insieme al pensiero di non voler far preoccupare i propri genitori.

I genitori, quindi, per aiutare il proprio figlio devono poi essere attenti a non cancellare le tracce del cyberbullismo perché esse sono prove importanti ossia : devono immediatamente cercare un riscontro con la scuola o gli adulti del contesto di riferimento ed in particolare non sottovalutare questi gesti considerandoli ”ragazzate”.

Aiutare il proprio figlio a non perdere fiducia negli altri ed a recuperare la propria autostima consultando un esperto che aiuti la vittima a superare i propri vissuti ed allertare, se necessario anche la polizia.

Per favorire uno spazio di dialogo, a supporto delle vittime, è stato costituito in ambito italiano il Centro nazionale anti-cyberbullismo (CNAC), che ha l’obiettivo di realizzare una collaborazione con le persone e le organizzazioni europee che ne condividono la missione e i principi. Permette alla vittima, alla famiglia, agli insegnanti oppure al cyberbullo di ottenere gratuitamente una consulenza per avere una prima valutazione legale del fatto e conoscere gli strumenti giuridici a disposizione per contrastare le violenze subite. Tra le attività del CNAC, sono previsti anche corsi di cyber coaching (formazione), dedicati a ragazzi e adulti (studenti, genitori, insegnanti o professionisti di vari settori), grazie anche alla partecipazione al progetto del MIUR “Generazioni Connesse”

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Azuz

Divulgazione importante quindi sempre ben accetta. Molto interessante la parte inerente la psicologia dell’aggressore virtuale. Complimenti a Daniela. A questo punto speriamo che torni ogni tanto.